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    30 Lug 2026·4 min di lettura

    Parchi divertimento in tenuta dopo l'anno record: pubblicati i dati SIAE 2025

    Roma, 30 luglio 2026 – Dopo un 2024 da record, il settore dei parchi divertimento in Italia conferma la propria solidità e chiude il 2025 in sostanziale tenuta. Lo attestano i dati ufficiali del Rapporto Annuale SIAE, che restituiscono l'immagine di un 'ecosistema dell'evasione' in grado di consolidare i risultati raggiunti e di continuare a generare valore per la filiera turistica nazionale.

    Nel 2025 i parchi divertimento hanno registrato 20.644.866 ingressi e una spesa del pubblico per il solo acquisto di biglietti pari a 306.076.509 euro. Rispetto al 2024 si osserva una lieve flessione dei volumi, con un calo del 2,2% degli ingressi e dello 0,2% della spesa complessiva. Nell'interpretazione del dato devono essere tuttavia considerati, da un lato, l'eccezionalità del 2024, l'anno migliore di sempre per il settore, e dall'altro, il clima piovoso dal nord al sud Italia che, nella parte centrale dell'estate 2025, ha penalizzato gli ingressi.

    In controtendenza con la media nazionale, i 50 parchi più visitati d'Italia, nel 2025 registrano una crescita dello 0,7% del pubblico rispetto al 2024, sostenuta anche dagli effetti del piano di investimenti triennale 2025-2027 da 500 milioni di euro, che già nel 2025 si è tradotto in nuove aree tematiche, attrazioni, tecnologie immersive e soluzioni green, contribuendo ad alimentare l'interesse del pubblico verso i parchi leader.

    A caratterizzare l'anno è tuttavia la crescita della spesa media per visitatore (+2%), dell'incasso medio per giornata di apertura (+1,4%) e del numero di strutture rilevate, grazie ai parchi avventura, ben 295 (+ 17,1%).

    'Il dato sull'aumento della spesa media pro-capite conferma una direzione strategica ormai evidente anche per il mercato italiano – dichiara Luciano Pareschi, Presidente AssoParchi – il settore si sta indirizzando verso un modello più evoluto, già consolidato nei grandi parchi internazionali, in cui la crescita non si misura soltanto in termini di presenze, ma nella capacità di migliorare la performance e offrire esperienze di valore per il pubblico. Un parco meno affollato è più vivibile. Così food & beverage, merchandising, priority-pass e altri servizi ancillari diventano leve fondamentali per qualificare la visita, diversificare i ricavi e rispondere a una domanda sempre più orientata alla personalizzazione. Rispetto all'estero, però, in Italia il prezzo del biglietto resta decisamente più contenuto: una scelta che consente di preservare l'accessibilità dei parchi e di mantenerli aperti a un pubblico ampio'.

    Pur considerando una media di circa 300 strutture su scala nazionale, i dati SIAE descrivono un settore caratterizzato da una forte polarizzazione, con alcuni grandi parchi in grado di muovere ogni anno milioni di visitatori e di qualificarsi a tutti gli effetti come attrattori turistici: tra i campioni citati da SIAE figurano Gardaland, Mirabilandia, Leolandia e Aquafan di Riccione al nord, MagicLand e Zoomarine nel Lazio. Più frammentato il quadro al sud, ad eccezione di poche realtà di rilievo nel panorama nazionale come Etnaland in Sicilia.

    Il legame con il turismo è evidente anche sul fronte della stagionalità: l'estate resta il periodo di punta, complice l'apertura di circa 160 tra parchi acquatici e parchi avventura, con agosto in testa per numero di visitatori e ricavi. Da segnalare tuttavia la performance di giugno che registra un promettente +26,8% negli ingressi e +32,1% nella spesa rispetto al 2024.

    Ottimo anche l'andamento dei mesi autunnali, ormai cruciali per molti parchi a tema: ottobre, con Halloween, si conferma il periodo caratterizzato dalla spesa media pro-capite più alta dell'anno e continua nel suo trend di incremento, mettendo a segno un +9,5% negli ingressi e un +28,5% di spesa. Bene anche dicembre, che, con le tematizzazioni di Natale, registra un aumento del 12,1% dei visitatori e del 31,1% della spesa.

    La geografia del settore conferma il ruolo trainante del Nord-Est e, in particolare, del Veneto, prima regione per presenze, pari al 23% del totale nazionale, seguita da Emilia-Romagna e Lombardia al 18,5% e dal Lazio al 14,7%. Sul fronte della spesa, il Veneto rappresenta il 35,4% del totale nazionale.

    'I dati 2025 confermano che i parchi sono le strutture con l'introito medio per struttura più alto di tutto il sistema spettacolo italiano. Il valore dei parchi supera di gran lunga il parametro dell'affluenza – dichiara Maurizio Crisanti, Direttore AssoParchi – il visitatore non acquista soltanto un biglietto, ma una giornata di intrattenimento e connessione con gli altri, in grado di generare ricordi positivi. Sul fronte dell'offerta, il numero degli impianti attivi è cresciuto del 17,1%, passando da 252 a 295 strutture, distribuite in 243 comuni. I parchi divertimento stanno operando una destagionalizzazione evidente, con eventi a tema nei mesi di ottobre, nel periodo di Halloween, e dicembre, per le festività natalizie con un aumento medio di oltre il 10%. Per questo e per i volumi generati, i parchi divertimento stanno svolgendo il loro ruolo di infrastrutture turistiche, culturali e sociali del Paese'.

    Il comparto produce 8 miliardi di euro di indotto e coinvolge direttamente 25.000 lavoratori tra fissi e stagionali, che salgono a 60.000 considerando l'intera filiera. Numeri che confermano la funzione strategica dei parchi come presidi di sviluppo, occupazione, destagionalizzazione e attrattività per i territori in cui operano.